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Codici disciplinari

L’entrata in vigore del DLGS 150/2009 ha mutato procedura e sanzioni nei riguardi del personale docente e del personale ATA.

Il decreto ha introdotto una vera e propria riforma nel sistema delle sanzioni disciplinari per il personale delle pubbliche amministrazioni. La riforma interessa anche il personale docente e ATA delle scuole, sia perché le istituzioni scolastiche sono pubbliche amministrazioni (art. 1, comma 2, del D. Lgs. N° 165/2001), sia perché il Decreto – riguardo alla materia disciplinare – non dispone l’esclusione di tale personale dalla nuova normativa, a differenza di quanto, invece, esplicitamente fa per i soli docenti in relazione ai temi della valutazione e della premialità (Titoli II e III del Decreto 150), temi la cui disciplina il Decreto affida ad un apposito DCPM (art. 74, comma 4, del Decreto citato).

Le innovazioni introdotte dal Decreto consistono nella riscrittura totale dell’art. 55 del D. Lgs. N° 165/2001, che regolava prima la materia, con l’aggiunta di altri otto articoli (dal 55bis al 55octies). Qui di seguito si riassumono le principali novità, declinate per il personale docente e ATA delle scuole: le sanzioni sono divise in due blocchi:

  1. nel primo blocco vi sono quelle di minore gravità, da quelle superiori al rimprovero verbale fino alla sospensione dal servizio e dalla retribuzione fino a 10 giorni;
  2. nel secondo blocco tutte le altre;

La competenza ad irrogare le sanzioni appartenenti al primo blocco è del dirigente scolastico; per le altre provvede “l’ufficio competente per i procedimenti disciplinari”, che ciascuna amministrazione dovrà individuare ma che per la scuola è facile ravvisare nella probabile indicazione del dirigente dell’USR.

Le nuove norme (in particolare i primi due commi del nuovo art. 55bis del D. Lgs. N. 165/2001) rideterminano tutte le fasi del procedimento disciplinare, che si riassumono in modo sintetico limitatamente alle infrazioni punibili dal dirigente:

  • dal momento della “notizia” del comportamento punibile, il dirigente, entro il termine tassativo di 20 giorni, contesta per iscritto l’addebito al dipendente e lo convoca per il contraddittorio a sua difesa, con un preavviso di almeno 10 giorni; nel contraddittorio il dipendente può farsi assistere da un legale o da un sindacalista;
  • entro il termine fissato, il dipendente convocato, se non intende presentarsi, può inviare una memoria scritta, oppure, in caso di grave e oggettivo impedimento, formulare motivata istanza di rinvio. 
  • Il dirigente deve concludere il procedimento entro 60 giorni dalla contestazione dell’addebito, con l’archiviazione o con l’irrogazione della sanzione;
  • se il rinvio chiesto dal dipendente, qualora accordato sussistendone i motivi, è superiore a 10 giorni, il termine per la conclusione del procedimento ( 60 giorni ) è prolungato in misura corrispondente; il differimento del termine può essere disposto per una sola volta nel corso del procedimento;
  • La violazione dei termini stabiliti comporta, per l’Amministrazione, la decadenza dell’azione disciplinare, con responsabilità disciplinare del dirigente se questi abbia commesso omissioni o ritardi; per il dipendente, comporta la decadenza dall’esercizio del diritto di difesa.

Per sanzioni superiori a quelle irrogabili dal dirigente, provvede “l’ufficio competente per le sanzioni disciplinari” (Dirigente dell’USR ) a cui il D.S. trasmette gli atti entro 5 giorni dalla notizia del fatto.

Per finire, si forniscono di seguito alcune notazioni specifiche per le singole categorie del personale scolastico.

  • Per il personale ATA la materia era sino ad ora disciplinata dal CCNL Scuola con gli articoli dal 92 al 98; tali accordi si applicano per le parti non incompatibili con le modifiche introdotte dal Decreto, in quanto le nuove disposizioni costituiscono norme imperative ai sensi e per gli effetti degli articoli 1339 e 1419 del Codice Civile e, in quanto tali, sono di diritto inserite nei contratti, anche in sostituzione delle clausole difformi apposte dalle parti. Per detto personale pertanto, non può più applicarsi l’art. 94 (competenze), nella parte in cui assegnava al dirigente scolastico la competenza solo fino alla multa ed al Direttore dell’USR quella per tutte le altre sanzioni; né può applicarsi il comma 6 dell’art. 93, che quantificava in 120 giorni la durata massima del procedimento, ora ridotta a 60 dal Decreto.
  • Per i Docenti, non essendovi disposizioni di natura contrattuale, continuano ad applicarsi gli artt. dal 492 al 501 del D. Lgs. N. 297/1994 (Testo unico in materia di istruzione n°297/1994), che definiscono le sanzioni applicabili ed i loro effetti. Il Decreto abroga gli artt. da 502 a 507, che regolavano le competenze a infliggere le sanzioni. Pertanto le sanzioni disciplinari dell’avvertimento scritto, della censura e della sospensione senza retribuzione fino a 10 giorni sono ora – per quanto riguarda i docenti – di competenza del dirigente scolastico, ed il procedimento per irrogarle deve svolgersi con le modalità e i termini indicati dal Decreto.

Le nuove norme si applicano sicuramente a tutti i procedimenti disciplinari avviati a partire dall’entrata in vigore del Decreto, cioè dal 15 novembre 2009.

Allegati:
Scarica questo file (CM_8_novembre_2010_num88.pdf)CM_8_novembre_2010_num88.pdf[C.M. 88 DEL 8_11_2010]420 kB
Scarica questo file (d_lgs_150_artt_67_73.pdf)d_lgs_150_artt_67_73.pdf[decreto legge 150 09]100 kB
Scarica questo file (sanzioni_ata.pdf)sanzioni_ata.pdf[Estratto sanzioni ATA]104 kB
Scarica questo file (sanzioni_docenti.pdf)sanzioni_docenti.pdf[Estratto sanzioni docenti]87 kB